Showing posts with label Cox 18. Show all posts
Showing posts with label Cox 18. Show all posts

Wednesday, March 16, 2011

John Giorno @ Cox 18

VENERDÌ 18 MARZO 2011
dalle 22.08

ricordando Primo Moroni
reading di John Giorno
La rassegna “scali di parole” giunge al suo 5° appuntamento ospitando un reading di John Giorno.
“Scali di parole” nasce lavorando all’archivio Primo Moroni: tra le migliaia di volumi che costituiscono l’archivio, si è arrivati a catalogare anche i libri di poesia e da lì è partita l’idea di organizzare una rassegna poetica in Cox18. L’appuntamento di questo mese è in particolar modo dedicato a Primo Moroni.
Primo invitò alla Calusca molti poeti, tra cui Lawrence Ferlinghetti e Lance Henson. “Scali di parole” tenta di portare la poesia e il suo messaggio di liberazione fuori dai circuiti commerciali o istituzionali (gallerie, musei …) per tentare di dare corpo all’inerenza tra forma e contenuto…

John Giorno è nato a New York nel 1936, ma è originario di tursi in provincia di matera. vive, da sempre, a new york.
E’ uno dei più importanti poeti e performer della seconda metà del XX secolo, e la sua storia e attività continua agli albori di questo XXI.
life is a killer è il titolo di una poesia di john giorno del 1981, espressione poi ripresa in diversi printed-poems (uno dei quali è riprodotto nella locandina della serata).
Sia in ambito letterario che in quello visivo la sua esperienza e pratica è un’esempio di pop art applicata ai testi.
Lunga la lista delle sue amicizie e collaborazioni: william s. burroughs, brion gysin, andy warhol, robert rauschenberg, jasper johns, patti smith, laurie anderson, philipp glass, glenn branca, hüsker dü, sonic youth, diamanda galas, keith haring… che hanno collaborato con lui per l’etichetta giorno poetry systems fondata nel 1965.
Nel 1984 fonda ‘’the AIDS treatment project’’ che si occupa del sostegno ai sieropositivi e ai malati di AIDS.

See http://cox18.noblogs.org/ for full infos.

Tuesday, January 11, 2011

Joelle Léandre – Nanni Balestrini @ Cox 18

(reportage trafelato + colpevole ritardo)

Arrivo di corsa sotto la pioggia e quasi alla fine della serata. Colpa delle abitudini milanesi, leggi 22.10 sul flyer e pensi, non prima delle 23, e invece; ma dal compilare due righe, in attesa di scrivere qualcosa sul lavoro di Balestrini come gli ho promesso, e sulle interviste alla Léandre che prossimamente verranno pubblicate in lingua inglese (da una casa editrice israeliana, se non ho capito male), come mi anticipa lei, non potevo esimermi. La mia prima volta al Cox, spazio di autogestione. Ogni luogo che produce cultura, (istituzioni comprese, e non si dica che è ideologia) dovrebbe essere luogo di soggettivà e militanza, cioè capace di operare scelte in campo artistico e di produrre l’inaudito, il nuovo, possibilmente a partire da un incontro. Non si dà miracolo, diceva Annah Arendt, cioè creazione, nella relazione oggettuale e nelle convenzioni.

Oui, j’aime ce désordre, ce riche désordre, ce chaos meme qui me donne du fil à retordre, des sons à malaxer, des cordes à tirailler. Il y a là un travail immense de liberté, donc de responsabilité. Vaste sujet! Quelle arrogance, n’est-ce pas?” (Joelle Léandre). Nanni e la sua compagna sono già sul palco, finiscono di recitare una poesia e scendono. Sale Joelle, introduce un suo arrangiamento di The Wonderful Widow of Eighteen Spring di John Cage (e Joyce) per contrabbasso e voce; sale di nuovo l’uomo, che recita Tre Studi per un Autoritratto di Francis Bacon (non può essere un caso), mentre lei, la musicista, suona come ho sentito nei suoi dischi, ovvero splendidamente.

Descrivere la sua musica? Per favore, non scherziamo: ci pensa Gilles Deleuze, citato da Franck Médioni in un libro-intervista con la bassista (A Voix Basse, Editions MF, 2009), quello di cui vi rendo conto all’inizio di questo scritto. “Créer, c’est résister”. Con quella virgola in mezzo, quasi una invocazione. Non ho foto, nulla con me se non un baconiano ricordo di una serata passata troppo in fretta. Ah no, ho l’autografo della Léandre (“FOR G. PAOLO, PEACE + LOVE, JOELLE LEANDRE”, e un cuoricino) sul suo disco in duo con Steve Lacy (One More Time, Leo Records, 2005), che girava nel mio stereo, le due e cinquantuno di notte, mentre compilavo queste righe. E una promessa da mantenere a Balestrini.